Roberto Cociancich Senatore, Avvocato, Globetrotter

Non c’è rivoluzione senza stile – V. Hugo

Gli Aromi, le Miscele,il Gusto (dunque la Vita...) Perché un sito web

Non c’è rivoluzione senza stile – V. Hugo

La vita di ciascuno di noi è una straordinaria miscela di incontri, di scoperte, di progetti, di impegni, di sentieri trovati e di altri perduti, di vittorie e di sconfitte.

Ho sempre cercato di essere curioso, di essere aperto al cambiamento, determinato nel raggiungere gli obiettivi ma anche di lasciarmi rimettere in discussione davanti a delle persone credibili.

Mi piace affrontare la vita a viso aperto ma so che non siamo completamente padroni del nostro destino e che è saggio accettare che i giorni e le stagioni cambino non solo il colore dei capelli ma anche il gusto col quale accettiamo le sfide.

Le pagine di questo sito cercano di dare conto di questa miscela di esperienze che è la mia vita, degli aromi che l’hanno pervasa, del gusto che ho cercato di definire grazie ad esse.

Anche se queste pagine parlano di me esse vogliono soprattutto rendere tributo a tutti coloro che ho incontrato e che hanno accettato di condividere con me un pezzetto del loro cammino.

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Le mie tazze di caffè... ciò che mi tiene sveglio (e mi dà l'energia per vivere)

Non c’è rivoluzione senza stile – V. Hugo

Professione Avvocato

Da oltre trent’anni svolgo la professione di avvocato occupandomi di diritto societario e commerciale con un profilo internazionale. Accompagno le aziende straniere che intendono investire in Italia e gli imprenditori italiani che vogliono espandere la propria attività all’estero. Per saperne di più potete cliccare qui sopra.
Considero la politica una delle attività più alte e nobili (un'occasione per cercare di dare il meglio sé a favore degli altri) e, ben consapevole che in molti casi è stata una delle più abbiette, mi impegno a dare il mio contributo per una mondo più giusto. Sono stato Senatore e ora sono coordinatore a Milano di Italia Viva.

Il mio impegno in Politica

Considero la politica una delle attività più alte e nobili (un’occasione per cercare di dare il meglio sé a favore degli altri) e, ben consapevole che in molti casi è stata una delle più abbiette, mi impegno a dare il mio contributo per una mondo più giusto. Sono stato Senatore e ora sono coordinatore a Milano di Italia Viva.
La strada scout è stata per me maestra di vita, luogo di incontro con persone che hanno forgiato il mio modo di vedere e di considerare il mio posto nel mondo. Impegnarmi a favore dell'educazione e delle relazioni internazionali ha fatto di me una persona migliore.

La mia strada Scout

La strada scout è stata per me maestra di vita, luogo di incontro con persone che hanno forgiato il mio modo di vedere e di considerare il mio posto nel mondo. Impegnarmi a favore dell’educazione e delle relazioni internazionali ha fatto di me una persona migliore.
Non c’è rivoluzione senza stile – V. Hugo
L'esperienza di camminare nel deserto alla maniera Goum, lasciando il superfluo, le sicurezze, il comfort della vita quotidiana, è per me l'occasione per verificare quello che conta davvero, ritrovare le radici dell'entusiasmo che avevo da ragazzo, la profondità di un'esperienza spirituale senza la quale so di essere perduto.

La Grande Avventura Goum

L’esperienza di camminare nel deserto alla maniera Goum, lasciando il superfluo, le sicurezze, il comfort della vita quotidiana, è per me l’occasione per verificare quello che conta davvero, ritrovare le radici dell’entusiasmo che avevo da ragazzo, la profondità di un’esperienza spirituale senza la quale so di essere perduto.
Viaggiare attraverso il mondo, oltrepassare le colline, i monti, gli oceani, in contrare le persone dove vivono, sperano, lottano, soffrono, amano. Certo. Ma anche viaggiare grazie ai libri, i film, le canzoni che portano messaggi da culture lontane, voci essenziali senza le quali sento che la mia vita rischia di immiserirsi.

I viaggi

Viaggiare attraverso il mondo, oltrepassare le colline, i monti, gli oceani, in contrare le persone dove vivono, sperano, lottano, soffrono, amano. Certo. Ma anche viaggiare grazie ai libri, i film, le canzoni che portano messaggi da culture lontane, voci essenziali senza le quali sento che la mia vita rischia di immiserirsi.

The Mill - Passioni generano idee

Con alcuni amici di qualità abbiamo deciso di far convergere in un grande granaio, anzi un mulino (The Mill), i chicchi, i semi delle nostre passioni, delle nostre esperienze per farle roteare, incontrarsi agitate dall’energia del vento del confronto e renderle feconde e gusto come il pane.
Non c’è rivoluzione senza stile – V. Hugo

Il caffè dev’essere caldo come l’inferno, nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l’amore.

Charles-Maurice di Talleyrand-Périgord

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I miei ultimi post su Facebook

1 week ago

Succede anche questo in Italia: una farmacista che lavora 280 ore al mese per garantire ai cittadini le medicine di cui hanno bisogno e il Sindaco che prima la illude e poi le chiude la farmacia. Guardate bene questo video e ditemi cosa ne pensate. A me pare una follia 😱. Piccola domanda: ma adesso chi fornirà i vaccini alla popolazione di Fontevivo? ... See MoreSee Less
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1 week ago

Erdogan vergognoso ma Michel ? ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

Con la rimozione dei Capigruppo Delrio e Marcucci, unitamente ai ringraziamenti di rito, mi pare si dovrebbe considerare definitivamente archiviata la stagione della polemica sullo “stai sereno Enrico”. Letta ha ribadito coi fatti il diritto del segretario di rimuovere chi occupa posizioni istituzionali a prescindere dalla bontà del lavoro fatto e le uniche differenze con quanto accadde nel 2014 è stata l’odierna rapidità dell’intervento non preceduta neppure da una deliberazione della direzione. Per cortesia nessuno mi venga a dire della questione femminile e degli standard europei perché come dimostra l’immediata conferma dell’ottimo Benifei capogruppo al Parlamento europeo è del tutto evidente che sono altre le valutazioni che pesano. Colgo l’occasione per augurare buon lavoro a Simona Malpezzi, un’amica che stimo e che farà sicuramente molto bene. ... See MoreSee Less
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4 weeks ago

Grande dispiacere e amarezza per la decisione di Eugenio Comincini di lasciare Italia Viva. Condivido poco o niente dei motivi che lo spingono a fare questa scelta ma Italia Viva non è una caserma, è fatta da persone libere e quindi gli auguro ogni bene e di trovare quella serenità del cuore e della coscienza di cui tutti abbiamo bisogno. Invito tutti gli iscritti a Italia Viva a non dire una sola parola cattiva su questa scelta che ci fa male ma che dobbiamo rispettare.Ho deciso di tornare nel PD. Un anno e mezzo fa aderii ad Italia Viva. Chi mi conosce sa che fu una scelta sofferta. Per diverse ragioni: per la mia storia politica, per il mio percorso, per il radicamento sul territorio, per i legami costruiti dentro una comunità che mi ha visto crescere nell’impegno politico ed istituzionale, per il constante confronto con i Sindaci e gli Amministratori ai quali sono rimasto legatissimo, per l’esperienza vissuta. Seguire Matteo Renzi mi sembrò il modo di rimanere coerente al percorso politico che avevo fatto; lasciare il PD per entrare in Italia Viva fu però una scelta dettata dalla convinzione che in quel momento si potesse e dovesse costruire, fuori dal PD, “una casa dei riformisti” in grado di allargare il campo del centrosinistra. In poco più di un anno – un lasso temporale apparentemente breve – a quella scelta sono seguiti noti avvenimenti che hanno stravolto completamente il quadro politico nazionale ed europeo. Sono stato eletto in un Parlamento a maggioranza (potenzialmente) sovranista e anti europeista, mi ritrovo oggi in quello stesso Parlamento che, con un largo consenso, vota la fiducia ad un Presidente del Consiglio il cui Governo risulta essere solidamente ancorato ai temi dell’europeismo e dell’atlantismo. In questo quadro anche Italia Viva ha fatto la sua parte. Sono noti il disagio ed il travaglio con il quale ho vissuto la crisi di governo. Ciò che qui rileva è il dato politico che da quella crisi è derivato: con la nascita del Governo Draghi tutti gli schieramenti e tutti i partiti stanno subendo cambiamenti. Nello schieramento dove mi sono sempre voluto collocare e riconoscere, il centrosinistra, Italia Viva oggi appare sospesa, non decisa su aspetti sui quali per me non può esserci confusione: affermare di essere alternativi ai populisti e ai sovranisti, in un quadro politico in profondo cambiamento, è una posizione a mio avviso debole. I campi politici, nonostante tutti i rimescolamenti, continuano ad essere due: il centrosinistra, imperniato sul PD, e il centrodestra, imperniato sulla Lega. Non c’è una terza via: io oggi non vedo le condizioni perché possa nascere un soggetto centrista liberaldemocratico. Dirsi alternativi ai populisti e ai sovranisti rischia di generare isolamento o rischia di porsi selettivamente in entrambi i campi a seconda delle competizioni elettorali. Un’opzione che si scosta dall’ambizione iniziale di IV e che non mi interessa percorrere, poiché mi colloco convintamente nel centrosinistra.Ho quindi chiesto di rientrare nel PD: da persona libera e con rispetto, consapevole che il mio rientro non muterà le sorti della politica nazionale, ma desideroso di contribuire a dar forza alle istanze riformiste, in un contenitore politico che riconosco ancora forte di una organizzazione e di comunità attive sui territori. Vengo da Milano, dalla Martesana: ho la fortuna di aver condiviso a lungo cammini e sfide con una comunità attiva e presente, che conta molti bravi Sindaci ed Amministratori, che ha saputo generare frutti ed esperienze positive, modelli esportabili. Una comunità che è rimasta praticamente tutta nel PD, e della quale ho nostalgia. Ritorno nel PD senza etichette, con le mie idee e le mie convinzioni, ritorno nel partito che mi ha eletto e con il quale non ho mai smesso di collaborare, in modo rispettoso, in Parlamento come sui territori. Quella che qualche giornalista chiama “transumanza” per me è libertà di assumere scelte difficili in un quadro politico che definire mutevole sarebbe riduttivo. Il tema dei cambi di casacca giustamente posto da Enrico Letta (sul quale pure io mi sono a lungo interrogato) va affrontato alla radice: riconnetendo realmente gli eletti con la scelta degli elettori. Torno in pace, senza essere “cavallo di Troia” di nessuno, disponibile al confronto sulle idee, volendo davvero che si dismetta la pesatura delle genealogie politiche anziché dar peso alle strategie. Nella mia esperienza politica, di Sindaco prima e di Senatore ora, ho avuto spesso la fortuna di confrontarmi con giovani, appassionati di politica: non ti fanno mai “l’esame del sangue” per sapere da quale corrente o tradizione provieni, ma essendo nativi democratici ti chiedono come la pensi sul lavoro, sull’ambiente, sulla cultura, sulla scuola, sulle tasse, sugli investimenti, sulle istituzioni. Ti chiedono come vedi il futuro dell’Italia e del mondo. Così dovrebbe essere per tutti. E su questo costruire una nuova speranza.Negli ultimi due giorni, anticipazioni giornalistiche hanno dato la notizia del mio ritorno al PD, condendola con affermazioni e allusioni che non mi piacciono e sono prive di fondamento. Un anno e mezzo fa non avevo chiesto garanzie né ho avuto nulla in cambio per la mia scelta. Come è naturale e giusto che sia, non le ho certo chieste ora che torno sui miei passi. Non è nel mio stile. Se peraltro avessi voluto ottenere qualcosa in cambio, avrei fatto questa scelta quando, durante la crisi di governo, la transumanza (quella vera) mi riconosceva un peso politico e numerico infinitamente maggiore di quello che ho in questo momento. Non l’ho fatto. Ho aspettato che si chiudesse la crisi, che il Paese avesse un Governo nel pieno delle sue funzioni: ho maturato la mia riflessione con calma e confrontandomi con più persone, di IV, del PD, amici, esterni alla politica. C’è stato chi mi ha detto che non avevo mai tagliato il cordone ombelicale con il PD e chi che la funzione politica di IV era terminata, chi mi ha detto di attendere la fine dei terremoti politici in corso e chi che la natura distruttiva del PD verso i suoi leader colpirà ancora, chi mi ha parlato di paure e chi di speranze. Ho ascoltato tutti. E ho deciso.Con questo spirito ho chiesto di rimettermi in cammino con la comunità che mi ha eletto e che vive – anch’essa – una fase di forte cambiamento. Ho trovato nel discorso di Enrico Letta all’Assemblea nazionale del PD molti punti di grande interesse, intorno ai quali costruire una nuova strategia per il centrosinistra. Non solo per l’affermazione della necessità di “un nuovo PD”, per le proposte avanzate, per i temi toccati, per l’attenzione che ha avuto verso i territori, i Sindaci e gli amministratori, ma anche per la linea politica tracciata, per l’approccio non rinunciatario alla prossima sfida elettorale, che dovrà vedere il PD come il perno riformista di un centrosinistra da ricostruire e rendere attrattivo, soprattutto per la Lombardia (che necessita di una nuova guida) e il nord, per quel tessuto produttivo che un grande partito deve avere l’ambizione di rappresentare. Questa settimana ho quindi chiesto di rientrare nel PD motivandone la ragioni alla segreteria nazionale di Enrico Letta, al capigruppo Marcucci, ai segretari lombardo Vinicio Peluffo e metropolitano milanese Silvia Roggiani. Li ringrazio per l’accoglienza: non era affatto scontata dopo la mia scelta di un anno e mezzo fa. Nelle prossime ore formalizzerò la mia decisione alla Presidente del Senato Casellati. E quindi riprenderò l’attività con il colleghi Senatori con i quali avevo iniziato la legislatura. Ringrazio qui, dopo averlo fatto personalmente con ognuno di loro, i compagni di viaggio di Italia Viva: Matteo Renzi (con il quale dal 2010 ho condiviso molto del mio percorso politico fuori Cernusco), il capogruppo Davide Faraone, i coordinatori nazionali Ettore Rosato e Teresa Bellanova, la Ministra Elena Bonetti, il Sottosegretario Scalfarotto, insieme a tutti i colleghi e agli amici sui territori, in particolare quelli milanesi. Dirsi grazie e ciao senza rancore è stato per me importante.Ci sarà certo modo (e tempi e luoghi diversi) per approfondire e rispondere a domande e a critiche su questa mia scelta. Ora però, dopo un lungo travaglio, sento forte il desiderio di mettere tutte le mie energie sulla difficile situazione che viviamo, occupandomi di quanti – troppi – rischiano di perdere il proprio lavoro, della necessità di sostenere i nostri ceti produttivi, di ragionare di sviluppo ed economia sostenibile, della scuola e del futuro dei nostri figli, delle conseguenze derivanti dai profondi cambiamenti che vivranno le nostre città e la nostra società. E lo farò con il Partito Democratico. ... See MoreSee Less
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Non c’è rivoluzione senza stile – V. Hugo

 

Quando gli uomini condividono il pane

condividono la loro amicizia.

Jean Cardonnel

 

Roberto Cociancich Senatore, Avvocato, Globetrotter

Non c’è rivoluzione senza stile – V. Hugo

Abele e Caino s’incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti.

I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno.

Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome.

Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto.

Abele rispose: “Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima“.

Ora so che mi hai perdonato davvero” disse Caino “perché dimenticare è perdonare. Anch’io cercherò di scordare“.

Abele disse lentamente:

È così. Finché dura il rimorso dura la colpa“.

Jorge Luis Borges

Non c’è rivoluzione senza stile – V. Hugo