Di confini non ne ho mai visto uno.

Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.

(Thor Heyerdahl)

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17 hours ago

Roberto Cociancich

Piccole riflessioni di metodo (e qualcosa - ma poco - anche sul merito).
1. Il M5S è il partito che ha avuto il maggior consenso elettorale il 4 marzo (32%).
2. La Lega sostiene a sua volta di avere vinto le elezioni ma in realtà lo può affermare solo in quanto partner maggioritario di una coalizione con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Una volta rotta la coalizione (come emerge dalle dichiarazioni di queste ore che collocano i suoi ex alleati addirittura all’opposizione) la Lega è soltanto il terzo partito col 17% (dopo M5S e PD);
3. È normale (anche in Germania, oggi tanto citata dai sostenitori del “contratto”) che capo del Governo sia il leader del partito che ha vinto, in questo caso il M5S.
4. Il veto di Salvini sul nome di Di Maio non ha senso da un punto di vista politico-istituzionale. Infatti la Lega pesa la metà del M5S e non può che avere un ruolo ad esso subordinato. Chi prende più voti ha il diritto e io direi anche il dovere di provare a governare;
5. Mattarella dovrebbe quindi dare l’incarico al leader dei penta stellati; uno può pensare che questa sia una sciagura per l’Italia, che siano degli incompetenti, dei pasticcioni, un rischio per il nostro futuro (anch’io lo penso) ma questa è la democrazia, bellezza; il voto della maggioranza degli italiani va rispettato.
6. Onestà (si: onestà, onestà!) richiederebbe però anche un po’ di trasparenza: quindi che l’incarico venga assegnato al vero capo dei 5 stelle, colui che possiede il movimento, che controlla con un articolato sistema tecnologico (la piattaforma Rousseau) e giuridico - i patti, le penali per i dissenzienti - tutto il Movimento e dunque Casaleggio. È lui il vero capo, è lui che dovrebbe uscire dall’ombra, è lui che dovrebbe prendersi la responsabilità diretta del Governo davanti agli italiani. Al potere corrisponda la responsabilità. Gli altri sono francamente dei figuranti a prescindere dai titoli accademici veri o falsi che possono vantare e la democrazia italiana non ha bisogno di una storia fatta di burattinai e marionette.
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5 days ago

Roberto Cociancich

La vita di Bob Kennedy lascia una traccia nella coscienza di chi lo ha ammirato ed amato ma anche nella politica di oggi. A distanza di 50 anni dal suo assassinio riflettiamo con @Alberto Mattioli sul suo insegnamento. Alcune lezioni anche per la futura democrazia. ... See MoreSee Less

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6 days ago

Roberto Cociancich

Continuano i miei dialoghi con i protagonisti che ci aiutano a capire le sfide, gli errori e le opportunità del nostro tempo. Domani, venerdì 17, alle ore 15:15 parlerò con Alberto Mattioli osservatore politico e scrittore, co-autore di un bel libro su Bob Kennedy appena uscito.

Nelle scorse settimane ho discusso di:

#elezioni2018 con Ivan Scalfarotto (Sottosegretario al Commercio con l’Estero), Virginio Brivio (Sindaco Lecco), Eugenio Comincini (neo Senatore), Samuele Astuti (neo consigliere Regionale) Carlo Cerami (avvocato e osservatore politico);

#carcere e riforma #penitenziaria con l’avv. Vinicio Nardo (Ordine Avv.Milano) e Don Marco Recalcati (cappellano San Vittore);

#Europa con Sandro Gozi (Sottosegretario Affari Europei);

#Cooperazione Internazionale con Mario Giro (Vice Ministro Esteri), Luca De Fraia (Action Aid) e Mauro Massoni (Ambasciatore in Kenya);

#Politica e #Nuove Tecnologie con Francesco Sacco (Professore Bocconi e Consigliere di Palazzo Chigi);

#politica e cultura: Renato Ornaghi (poeta, cantore, ingegnere), Pietro Cociancich (comitato per la Salvaguardia del Patrimonio linguistico)

Tutte interviste che possono essere riviste su FB e sul mio sito web.
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1 week ago

Roberto Cociancich

Cerco di capire. Come dovrebbe funzionare il nuovo sistema immaginato da M5S e Lega? Il Presidente del Consiglio dovrebbe limitarsi a dare esecuzione ad un contratto/programma che non ha neppure contribuito a scrivere (e che magari neppure condivide interamente) ? La responsabilità politica dell’accordo e del programma sarebbe della dirigenza dei due partiti che lo firmano o delle diverse migliaia di militanti che dovrebbero convalidarlo? Se le cose non dovessero andare nel senso desiderato si dovrebbe dimettere il Governo, i leader dei partiti o - lo dico per paradosso- i loro militanti? E se ci fossero questioni nuove e urgenti non contemplate dal contratto bisognerebbe aspettare una nuova consultazione o qualcuno si potrà assumere la responsabilità di prendere delle decisioni? Se decidono i militanti con un voto on-line il Parlamento cosa ci sta a fare? Un cambiamento della forma di Governo e del ruolo del Parlamento non presupporrebbe una preventiva modifica della Costituzione? Sono solo alcune domande, chiedo scusa se sono poco perspicace, ma mi piacerebbe soltanto riuscire a capire... ... See MoreSee Less

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