Di confini non ne ho mai visto uno.

Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.

(Thor Heyerdahl)

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Sarò ben felice di ricevere commenti, idee, proposte, critiche e cercherò di rispondere tempestivamente a tutti coloro che vorranno scrivermi. Cerco un dialogo rispettoso, fertile di nuove consapevolezze,  non mi interessa partecipare ad una bagarre di insulti e volgarità. 

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Tornare a vedere l'Italia derisa sui principali giornali internazionali fa male al cuore e credo che noi tutti dovremmo chiedere rispetto per il Nostro Paese e anche per il nuovo Governo (sempre che riescano a farlo) che è comunque espressione del voto e della democrazia degli italiani.
E' amaro vedere riemergere tanti pregiudizi a nostro carico che poi sono a carico in primis dei nostri connazionali all'estero. Conosco la loro fatica e non meritano di essere sbeffeggiati per colpa di chi è rimasto a casa.
Certo se i contraenti del nuovo patto di maggioranza (Lega e M5S) evitassero a loro volta di irridere quotidianamente le istituzioni europee e i mercati finanziari (ehi, ehi: sono quelli che ci prestano i soldi) forse aiuterebbe e ridurremmo il rischio di pagare aumenti dei tassi di interesse sul nostro gigantesco debito pubblico. Tutti i soldi, quelli degli interessi, che vanno direttamente nelle tasche dei nostri creditori (tra l'altro proprio le sbeffeggiate istituzioni finanziarie, le banche e gli odiati "tedeschi"). Già da oggi sarà più costoso e difficile ottenere mutui, comprare casa, fare ristrutturazioni con conseguenze negative sul settore edilizio e di conseguenza su tutta l'economia italiana. Soprattutto una perdita di credibilità così faticosamente ricostruita negli ultimi cinque/sei anni che per un Paese povero di risorse proprie come l'Italia è l'unico valore che può essere spero per farci valere sui mercati internazionali. Come è emerso anche dalla bella chiacchierata che ho fatto con Ivan Scalfarotto nei giorni scorsi il commercio con l'estero è cresciuto in questi anni di pari passo con la crescita della nostra credibilità e del nostro prestigio. Distruggere questo valore immateriale è da scriteriati e danneggia innanzitutto noi stessi, chi tramite l'export porta ricchezza al nostro Paese e contribuisce con i proventi della sua attività a sostenere un sistema Italia che in altri settori risulta assai meno efficiente. Adesso sarebbe il momento di passare dagli insulti e gli sberleffi a mostrare capacità di Governo. Temo non tutti se ne siano accorti.
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2 days ago

Roberto Cociancich

Continuano i miei dialoghi con i protagonisti che ci aiutano a capire le sfide, gli errori e le opportunità del nostro tempo. Lunedì sarò con Pietro Ichino, professore, avvocato, senatore, scrittore, un grande protagonista della riforma del #mercato del lavoro, (#jobsAct) un testimone di un periodo difficile e controverso della nostra storia. Ecco l'elenco delle altre chiacchierate:

17 maggio: Alberto Mattioli, osservatore politico e scrittore, co-autore di un libro su Bob Kennedy;
14 maggio: Ivan Scalfarotto, (Sottosegretario al Commercio con l’Estero),
3 aprile Mauro Massoni (Ambasciatore in Kenya);
14 aprile: Francesco Sacco, (Professore Bocconi e Consigliere di Palazzo Chigi);
20 marzo: Don Marco Recalcati (cappellano San Vittore);
18 marzo: Mario Giro (Vice Ministro Esteri),
15 marzo: Sandro Gozi (Sottosegretario Affari Europei);
13 marzo: Carlo Cerami (avvocato e osservatore politico);
7 marzo: Eugenio Comincini, (neo Senatore, già Sindaco di Cernusco Sul Naviglio),
2 marzo Pietro Cociancich, (comitato per la Salvaguardia del Patrimonio linguistico)
1 marzo Samuele Astuti (neo consigliere Regionale)
28 febbraio Vinicio Nardo (Ordine Avv.Milano)
27 febbraio Luca De Fraia, (Action Aid)
26 febbraio Renato Ornaghi (poeta, cantore, ingegnere),
24 febbraio Marco Fazio, (Sindaco di Germignaga - VA)
23 febbraio Virginio Brivio, (Sindaco di Lecco)

Tutte interviste che possono essere riviste su FB e sul mio sito web.
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4 days ago

Roberto Cociancich

Piccole riflessioni di metodo (e qualcosa - ma poco - anche sul merito).
1. Il M5S è il partito che ha avuto il maggior consenso elettorale il 4 marzo (32%).
2. La Lega sostiene a sua volta di avere vinto le elezioni ma in realtà lo può affermare solo in quanto partner maggioritario di una coalizione con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Una volta rotta la coalizione (come emerge dalle dichiarazioni di queste ore che collocano i suoi ex alleati addirittura all’opposizione) la Lega è soltanto il terzo partito col 17% (dopo M5S e PD);
3. È normale (anche in Germania, oggi tanto citata dai sostenitori del “contratto”) che capo del Governo sia il leader del partito che ha vinto, in questo caso il M5S.
4. Il veto di Salvini sul nome di Di Maio non ha senso da un punto di vista politico-istituzionale. Infatti la Lega pesa la metà del M5S e non può che avere un ruolo ad esso subordinato. Chi prende più voti ha il diritto e io direi anche il dovere di provare a governare;
5. Mattarella dovrebbe quindi dare l’incarico al leader dei penta stellati; uno può pensare che questa sia una sciagura per l’Italia, che siano degli incompetenti, dei pasticcioni, un rischio per il nostro futuro (anch’io lo penso) ma questa è la democrazia, bellezza; il voto della maggioranza degli italiani va rispettato.
6. Onestà (si: onestà, onestà!) richiederebbe però anche un po’ di trasparenza: quindi che l’incarico venga assegnato al vero capo dei 5 stelle, colui che possiede il movimento, che controlla con un articolato sistema tecnologico (la piattaforma Rousseau) e giuridico - i patti, le penali per i dissenzienti - tutto il Movimento e dunque Casaleggio. È lui il vero capo, è lui che dovrebbe uscire dall’ombra, è lui che dovrebbe prendersi la responsabilità diretta del Governo davanti agli italiani. Al potere corrisponda la responsabilità. Gli altri sono francamente dei figuranti a prescindere dai titoli accademici veri o falsi che possono vantare e la democrazia italiana non ha bisogno di una storia fatta di burattinai e marionette.
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1 week ago

Roberto Cociancich

La vita di Bob Kennedy lascia una traccia nella coscienza di chi lo ha ammirato ed amato ma anche nella politica di oggi. A distanza di 50 anni dal suo assassinio riflettiamo con @Alberto Mattioli sul suo insegnamento. Alcune lezioni anche per la futura democrazia. ... See MoreSee Less

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