Approvato il codice appalti

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Questa mattina in Senato abbiamo approvato in via definitiva il codice appalti, ossia il disegno di legge 1678-B, recante “Deleghe al Governo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”.

Il testo delega il Governo ad attuare la nuova disciplina europea in materia di appalti pubblici e concessioni, attraverso il recepimento delle direttive comunitarie, e a procedere a un complessivo riordino della normativa vigente sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Il ddl inoltre prevede la redazione di un nuovo codice degli appalti pubblici e delle concessioni e la conseguente abrogazione delle attuali disposizioni. Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, si è impegnato a varare tutte le norme delega entro la scadenza del 18 aprile (fissata nel ddl solo per l’attuazione delle direttive Ue).

Tra le principali novità, il provvedimento prevede il rafforzamento del ruolo di vigilanza e di indirizzo dell’Anac in funzione anti-corruzione. Nel suo nuovo ruolo, Anac elaborerà contratti-tipo e bandi-tipo anche dotati di efficacia vincolante. Altra novità è il previsto superamento della legge obiettivo e l’introduzione di clausole sociali.

Viene inoltre prevista la razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato; il miglioramento delle condizioni di accesso per le pmi e le imprese di nuova costituzione; la sostituzione del criterio del massimo ribasso con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e la previsione di forme di dibattito pubblico nei territori interessati da opere infrastrutturali che hanno impatto sull’ambiente. Il provvedimento punta ancora alla valorizzazione della fase progettuale con il contestuale contenimento delle varianti in corso d’opera. Viene inoltre previsto l’affidamento delle concessioni mediante procedura ad evidenza pubblica, con una disciplina transitoria per le concessioni autostradali; la previsione di una disciplina ad hoc per i contratti di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria. Infine, per le concessioni di lavori e servizi pubblici l’obbligo di affidamento con gara riguarda l’80 per cento, per il 20 per cento vi è la possibilità dell’affidamento in house.

Serviranno due decreti per attuare le direttive sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali; e per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (il termine per l’adozione del primo è il 18 aprile, il secondo il 31 luglio 2016).

Qui il testo e qui un approfondimento del Servizio Studi.