L’Italia e l’Unione Europea – programma per il 2015

L'Italia e l'Unione Europea - programma per il 2015

E’ stata presentata dal Sottosegretario Sandro Gozi la Relazione programmatica per la partecipazione dell’Italia all’Unione Europea – Qui il testo della relazione.  A me è stato affidato di svolgere la relazione in vista del dibattito all’interno della Commissione per le Politiche Europee. Qui di seguito il testo:

(Doc. LXXXVII-bis, n. 3) Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea, per l’anno 2015

(Esame e rinvio)

Il senatore COCIANCICH (PD), relatore, ricorda che la Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per il 2015 è stata presentata al Parlamento l’11 marzo di quest’anno in base a quanto prescritto dall’articolo 13, comma 1, della legge n. 234 del 2012. Essa è strutturata in sei capitoli, a cui si aggiunge una nota sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015. A tale ultimo riguardo, esprime apprezzamento per l’abbinamento tra i due documenti programmatici, come più volte auspicato dalla 14a Commissione nelle passate Legislature.

Il primo capitolo della Relazione riguarda le politiche macroeconomiche e gli impegni che si intendono assumere nell’ambito della governance economica, dell’Unione bancaria, delle riforme strutturali, del bilancio dell’Unione e della fiscalità, al fine di assicurare il corretto funzionamento dell’Unione economica e monetaria, e in vista dei lavori avviati dal Libro verde sulla Capital Market Union.

Il secondo capitolo è dedicato alle priorità da adottare nel quadro delle politiche per il mercato e la competitività. In questo contesto, viene prestata una particolare attenzione al miglioramento del quadro normativo per gli investimenti (ivi incluso il programma per la regolamentazione intelligente), alla rimozione delle residue barriere che limitano il funzionamento del mercato interno dei prodotti e dei servizi, alla green economy, al Quadro clima energia 2030, alla realizzazione dell’Agenda digitale europea ed al rafforzamento del sistema commerciale multilaterale. A tale riguardo, auspica che venga avviato al più presto l’esame dell’affare assegnato sulla strategia commerciale dell’Unione europea, a partire dall’audizione del Vice ministro Calenda.

Il terzo capitolo è rivolto alle politiche di natura sociale, ove rientra anche la politica di coesione e l’avvio della nuova programmazione 2014-2020. L’impegno del Governo in ambito europeo sarà diretto a mantenere la priorità sulla creazione di posti di lavoro, soprattutto per i giovani, la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Inoltre, l’Italia continuerà ad impegnarsi sulle misure che favoriscono la mobilità, il dialogo sociale, la creazione di posti di lavoro di qualità e gli investimenti nel capitale umano e nel patrimonio culturale e turistico.

Il quarto capitolo guarda alla creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia in Europa ed oltre i suoi confini. In questo contesto, la Relazione si sofferma sulle iniziative per lo sviluppo di una politica comune europea in materia di immigrazione e la sua integrazione con la politica d’asilo, in funzione della sicurezza interna e internazionale, ma anche in funzione della crescita economica europea e dello sviluppo dei Paesi di origine dei flussi migratori.

Rivolto al tema della dimensione esterna dell’Unione, il quinto capitolo illustra gli orientamenti governativi in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa comune. In questo quadro, si sofferma sui rapporti di vicinato dell’Unione, con particolare riguardo al Mediterraneo, e sui rapporti transatlantici, nonché sul tema dell’allargamento, che l’Italia considera di importanza strategica e ritiene uno strumento fondamentale per promuovere la pace, la democrazia e la sicurezza nel continente europeo.

Più in particolare, nell’ambito della politica di vicinato (PEV), al fine di non disperdere il capitale di impegno, di risorse e buone prassi, investito dal nostro Paese nel Semestre di Presidenza dell’UE, il Governo continuerà a sostenere con attiva determinazione la “dimensione meridionale” della PEV, nella convinzione che è proprio dalla sponda Sud del Mediterraneo che provengono per l’Europa i principali rischi sistemici, sotto i profili politico, economico, di sicurezza e migratorio.

Sui temi del Mediterraneo, rimanda alla risoluzione della 14a Commissione, approvata dal Senato il 9 aprile 2015 (Doc. XXIV, n. 40).

Con particolare riguardo alla crisi della Libia, la Relazione assicura che l’Italia è in prima fila per dare il suo pieno appoggio alla mediazione dell’ONU, offrendo alla squadra dell’UNSMIL (United Nations Support Mission in Libya) diretta dallo SRSG (Special Representative of the Secretary General) Bernardino León il massimo supporto possibile, sia dal punto di vista logistico che condividendo il suo prezioso patrimonio di contatti e conoscenze. L’Ambasciata italiana a Tripoli – tra le ultime rimaste operative fino a febbraio – rimane aperta anche a tale scopo.

Anche nelle relazioni fra l’UE e altri due importanti Partner nordafricani, Algeria ed Egitto, l’Italia è considerata un interlocutore privilegiato per il ruolo di mediatore in ambito europeo. Con Algeri vi sono tutte le premesse perché il Piano d’azione, in negoziazione dal 2012, possa essere finalmente finalizzato nel corso del 2015, consentendo al Paese di partecipare a pieno titolo alla PEV. Anche con il Cairo l’Italia darà il suo apporto per avviare i negoziati per un nuovo Piano d’azione PEV, la cui necessità è sempre più avvertita anche da parte egiziana, ma che ad oggi non è stato possibile intraprendere per l’instabilità istituzionale che ha caratterizzato il Paese negli ultimi anni.

A ulteriore conferma del ruolo preminente assunto dall’Italia nello specifico settore, è stato rinnovato al nostro Paese l’incarico della direzione del Centro Internazionale di Coordinamento (CIC), ove operano i rappresentanti dell’Agenzia europea FRONTEX e gli appartenenti alle organizzazioni aderenti sia nazionali che degli Stati membri, per la cooperazione internazionale a contrasto dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina e della tratta di esseri umani, soprattutto da parte della criminalità organizzata, anche a livello transnazionale.

L’ulteriore priorità politica cui dare seguito nel 2015 è costituita dal nesso tra migrazione e sviluppo. Durante il Semestre di Presidenza l’Italia ha avviato un processo volto a potenziare l’azione dell’UE per la massimizzazione degli effetti positivi della migrazione sullo sviluppo e la sua integrazione in tutte le politiche di sviluppo. Nel corso del 2015 si proseguirà questa azione, d’accordo con le presidenze del Trio, al fine di ottenere documenti operativi da parte della Commissione europea.

Il sesto capitolo, infine, completa il quadro con una sezione dedicata alle infrazioni al diritto dell’Unione europea, al contrasto alla frode fiscale e alla comunicazione istituzionale. Riguardo alle infrazioni, l’impegno delle amministrazioni e lo sforzo del coordinamento nazionale hanno permesso nel corso del 2014 di ridurne il numero, sceso a 93 alla data del 26 marzo 2015. Questo risultato positivo andrà consolidato rafforzando il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati sin dalla fase ascendente del processo legislativo.