Cyberbullismo – il mio parere in commissione Politiche UE

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Il cyberbullismo è un fenomeno in crescita particolarmente odioso: consiste in molti casi nell’utilizzare internet per  far circolare foto spiacevoli o inviare mail contenenti materiali offensivi. Molti ragazzi ne sono vittime, alcuni ne traggono un’angoscia profonda che li può spingere, e in certi casi ciò è effettivamente successo, a gesti estremi di suicidio.

La Senatrice Ferrara ha presentato un disegno di legge in discussione in questi giorni al Senato che sarà oggetto di un prossimo post ad hoc. Anche io ho sottoscritto il disegno che ha un taglio fortemente centrato sul piano educativo anziché punitivo. Lo abbiamo esaminato anche in commissione politiche europee dal momento che ci sono delle comunicazioni della Commssione Europea che si sono occupate dello stesso tema. Qui di seguito la mia relazione.

PARERE DELLA 14a COMMISSIONE PERMANENTE

(Politiche dell’Unione europea)

(Estensore: COCIANCICH)

Roma, 1° ottobre 2014

Sui disegni di legge:

(1261) Elena FERRARA ed altri.  –  Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo   

(1620) MAZZONI.  –  Disposizioni per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e per la corretta utilizzazione della rete internet a tutela dei minori 

La 14ª Commissione permanente, esaminati i disegni di legge in titolo,

considerato che essi si prefiggono l’obiettivo di contrastare il fenomeno del bullismo, in tutte le sue manifestazioni e in particolare il bullismo on-line, ovvero il cyberbullismo;

considerato che nella Comunicazione “Strategia europea per un’internet migliore per i ragazzi” del 2 maggio 2012 (COM(2012) 196), la Commissione europea ricorda che negli anni sono state sviluppate a livello europeo varie politiche a sostegno dei ragazzi, che però avevano spesso carattere settoriale, concentrandosi specificatamente, per esempio, sui canali mediatici o sulle piattaforme tecnologiche. La Commissione europea propone, quindi, di sviluppare un quadro coerente e integrato, riconoscendo che i ragazzi costituiscono un gruppo bersaglio specifico, alle cui esigenze occorre rispondere con un ecosistema informatico nuovo, con una strategia che impedisca la frammentazione del mercato e offra loro un ambiente on-line di maggiore qualità e sicurezza. A tal fine, la Commissione europea ritiene prioritario il metodo flessibile e dinamico dell’autodisciplina delle società che operano su Internet, oltre a quello della regolamentazione normativa, per rispondere alle sfide nuove, come la “convergenza tecnologica”, e per offrire meccanismi adeguati di analisi comparativa e di monitoraggio indipendente. In particolare, secondo la Commissione europea, per attrezzare i ragazzi ad affrontare rischi quali il cyberbullismo o l’adescamento in rete (cosiddetto grooming), occorre mettere a disposizione in tutta l’UE, per l’intera gamma di servizi e dispositivi in linea, meccanismi affidabili di segnalazione dei contenuti e dei contatti potenzialmente dannosi per i ragazzi;

considerato che, nell’ambito della predetta Strategia, la Commissione europea finanzia azioni tramite il programma “Safer Internet” (istituito per il quinquennio 2009-2013 con la decisione n. 1351/2008/CE relativa a un programma comunitario pluriennale per la protezione dei bambini che usano Internet e altre tecnologie di comunicazione), il meccanismo per collegare l’Europa (regolamento (UE) n. 1316/2013) e il programma quadro Orizzonte 2020;

considerato che l’Unione europea è attiva per la tutela dei minori nel contesto di Internet , anche nell’ambito delle politiche sui diritti fondamentali, con il Programma UE per i diritti dei minori (COM(2011) 60), in cui si ricorda che le tecnologie on-line sono per bambini e adolescenti una fonte privilegiata del sapere e dell’accesso all’insegnamento digitale e al pubblico dibattito, ma che i minori sono particolarmente disarmati quando si imbattono, tramite mezzi audiovisivi o su Internet, in contenuti o comportamenti dannosi come il cyberbullismo e il grooming. In particolare, il cyberbullismo richiede risposte decise e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, dai social network ai fornitori di servizi Internet, alla polizia. Allo scopo di assicurare ai giovani cibernauti un elevato livello di protezione, garantendo al contempo il diritto di accedere a Internet per il loro sviluppo sociale e culturale, la Commissione europea, attraverso il citato programma “Safer Internet”, coordina e sostiene gli sforzi per responsabilizzare e proteggere i minori che navigano su Internet. In particolare, la Commissione europea si impegna ad aiutare gli Stati membri e le altre parti interessate a potenziare la prevenzione, a rendere i minori più responsabili e partecipi per poter beneficiare al massimo delle tecnologie on-line, e a contrastare il cyberbullismo, l’esposizione a contenuti dannosi e altri rischi connessi alla navigazione in rete;

considerato, infine, che nella seduta del 4 febbraio 2013 del Parlamento europeo, 385 deputati hanno firmato la Dichiarazione scritta n. 0028/2012, nella quale si invita la Commissione europea a sostenere l’istituzione di una giornata europea contro il bullismo e la violenza nelle scuole, “al fine di sensibilizzare in merito alle gravi conseguenze di tale fenomeno”, e in cui si esortano gli Stati membri, in qualità di Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, ad “adottare misure adeguate per proteggere i bambini da qualsiasi forma di violenza fisica e psicologica, incluso il bullismo on-line, e a fornire ai giovani, ai genitori, agli insegnanti, agli assistenti per l’infanzia e all’intera società gli strumenti per prevenire e combattere il bullismo”, nonché a “sostenere la formazione continua di professionisti che lavorano con i bambini e a incoraggiare la partecipazione attiva da parte dei giovani – anche attraverso le nuove tecnologie – affinché attuino soluzioni pacifiche delle controversie”;

considerato che i due disegni di legge in titolo, si pongono in linea con le politiche e gli orientamenti su esposti dell’Unione europea,

considerato, in particolare che il disegno di legge n. 1261 prevede: disposizioni relative alla presentazione di istanza per l’oscuramento da Internet dei dati personali del minore oggetto di azioni di cyberbullismo; misure per la formazione in ambito scolastico; la previsione dell’applicabilità dell’istituto dell’ammonimento di cui al decreto-legge n. 11, del 2009; nonché l’istituzione di un tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, incaricato di elaborare un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, nel rispetto delle direttive europee in materia e nell’ambito del programma pluriennale dell’Unione europea “Safer Internet” di cui alla decisione 1351/2008/CE, integrato con il codice di autoregolamentazione rivolto agli operatori che forniscono servizi di social networking e agli altri operatori della rete;

considerato, infine, che il disegno di legge n. 1620 prevede norme, relative al sistema scolastico, a tutela dei minori da azioni di bullismo e cyberbullismo, nonché disposizioni dirette alla vigilanza su Internet,

formula, per quanto di competenza, parere favorevole, con la seguente osservazione:

valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere forme di coinvolgimento degli stessi minori oggetto di azioni di bullismo o cyberbullismo, dirette alla loro responsabilizzazione e partecipazione, sia ai fini della segnalazione alle autorità competenti, sia ai fini di un rafforzamento della loro capacità di affrontare e uscire dalla condizione di vittime dei soprusi.

Roberto Cociancich